I Punti Cardinali

- Categoria: Orientarsi in Natura

Nel precedente articolo si analizzavano alcune controindicazioni sull’utilizzo della strumentazione digitale per orientarsi in montagna. Oggi approfondiamo uno dei concetti fondamentali per utilizzare consapevolmente la tecnologia in montagna: i punti cardinali.

I punti cardinali che come dice la parola stessa rappresentano il cardine sul quale costruire e affrontare qualsiasi gita, sono l’ABC dell’orientamento, e il primo aspetto da considerare.

Il percorso di una gita raramente si presenta come una linea retta (per fortuna, altrimenti che noia!) ma al contrario, sviluppandosi in un ambiente montano, è inevitabilmente condizionato da ostacoli e barriere naturali che occorre superare o aggirare (dossi, avvallamenti, pareti verticali, profonde forre).

Nel mezzo di tutti questi cambi di direzione è utile, quando studiamo l’escursione, avere un’idea chiara delle principali vie che seguiremo, per esempio: per andare da un punto A ad un punto B indicativamente dobbiamo sapere la posizione del punto di arrivo rispetto al punto di partenza.

Il fatto di rimanere sempre geo-localizzati, rispetto al luogo in cui ci si trova in funzione del relativo obiettivo, è importante per non perdere mai la bussola di quello che stiamo facendo, sia prima di partire che durante il cammino, senza per forza dover guardare in continuazione la cartina. È fondamentale avere ben presente il punto di arrivo, in questa maniera si avrà sempre cognizione di dove ci si trova e la direzione indicativa verso cui dirigersi, senza dimenticare di aver ben a fuoco la collocazione nello spazio delle diverse vie di fuga che potrebbero rendersi necessarie nel caso di imprevisti meteorologici o di altra natura.

Questo lavoro può essere ripetuto anche una volta che la gita si è conclusa, spesso è interessante capire i posti dove si è passati esattamente in una determinata circostanza e in cui, per esempio, si è stati obbligati più o meno a deviare l’itinerario inizialmente pianificato. Questo serve a completare il bagaglio di esperienza che ogni escursione ci regala, portando a casa sempre più analisi, arricchimento personale e consapevolezza.

Orientarsi con i metodi naturali

I punti cardinali possono essere identificati attraverso il sole, infatti, se ci rivolgiamo a esso quando si trova nel punto più alto, siamo direzionati verso sud. Di conseguenza possiamo facilmente individuare gli altri punti. Questa pratica è più complessa da utilizzare su latitudini prossime all’equatore (essendo per buona parte dell’anno in alto e perpendicolare), mentre nell’emisfero australe il metodo torna a funzionare  con l’accortezza di tenere presente che, in questo caso, se si è rivolti verso il sole si sta guardando a nord!

Non è sempre facile utilizzare con precisione il sole, spesso infatti ci può ingannare. Talvolta non si considera una variabile determinante: il sole sorge a Est “pieno” solo in corrispondenza degli equinozi, quindi in tutti gli altri momenti dell’anno, a inizio giornata, non si trova in direzione 90°, rispetto a Nord, ma sarà sempre più distante da questo punto man mano che ci si allontana dal 21 marzo e dal 21 settembre.

Un altro metodo naturale, per potersi orientare, sono sicuramente le stelle che forse necessitano un approccio meno intuitivo ma sicuramente di grande fascino tanto estetico quanto scientifico. Conoscere le costellazioni  e sapere come si colloca il nostro pianeta rispetto all’universo è molto curioso.
Ai tempi dei romani l’astronomia ha permesso la costruzione delle lunghe strade che partivano dalla capitale e collegavano le diverse città dell’impero. Le stelle hanno permesso all’impero di progettare una rete stradale costituita da numerose vie incredibilmente dritte, nonostante la loro lunghezza, si pensi per esempio alla via Appia o alla via Latina che mettevano in collegamento città situate a notevole distanza tra loro.

Tutto è relativo

In conclusione, per utilizzare i punti cardinali è fondamentale essere coscienti che tutto è relativo. Infatti, sempre per non dare niente per scontato, anche quando si utilizza la bussola è importantissimo saper relazionarsi con ciò che ci circonda: i punti cardinali sono una convenzione essenziale per dare o avere indicazioni precise e inequivocabili, a patto che siano chiari i punti di riferimento circostanti, ad esempio, per sapere in che direzione si è rivolti, bisogna individuare gli elementi che permettono di contestualizzare un punto nello spazio, specificando quindi dove ci si trova rispetto a un punto di riferimento ben definito.

Davide Canil

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